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Trenino Verde delle Alpi: 1 viaggio incantato da Domodossola a Berna?

Trenino Verde delle Alpi: Un viaggio incantato da Domodossola a Berna?

Immaginate di trovarvi a bordo di un treno che attraversa paesaggi da sogno, dove le vette delle Alpi si stagliano maestose contro il cielo e i piccoli villaggi raccontano storie d’altri tempi. Il Trenino Verde delle Alpi è molto più di un semplice mezzo di trasporto; è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, un viaggio incantato da Domodossola a Berna che vi porterà alla scoperta di panorami mozzafiato e culture affascinanti.

Tuttavia, per trasformare questo sogno in una splendida realtà senza imprevisti, è fondamentale una pianificazione rigorosa. La bellezza del paesaggio svizzero si accompagna infatti a costi significativi e a una gestione logistica che non perdona improvvisazioni. Dalle insidie del meteo invernale, che può nascondere il panorama sotto una fitta foschia, alle spese per la ristorazione che possono incidere pesantemente sul budget, questo racconto nasce proprio per offrire consigli pratici e riflessioni oneste.

In questo articolo includiamo il nostro racconto in tempo reale, mano a mano che lo abbiamo vissuto, per aiutarvi a vivere la magia delle Alpi con la giusta consapevolezza e il massimo piacere.

Video: In viaggio tra le Alpi con il Treno Verde

Guarda il seguente video direttamente qui oppure su YouTube usando il link: https://youtu.be/gZfrTSyMIB0. Se stai leggendo questo articolo dallo smartphone vai in fondo alla pagina ed esci dalla modalità mobile per vederlo direttamente in questa pagina.

In viaggio tra le Alpi con il Treno Verde: avventura inverno 2024

Il Trenino Verde delle Alpi: Un viaggio tra Italia e Svizzera

Il Trenino Verde delle Alpi è un’esperienza d’altri tempi che invita a scoprire l’essenza più autentica della montagna. Attraversando paesaggi mozzafiato che uniscono l’Italia alla Svizzera, questo itinerario conduce il viaggiatore dal fascino di Domodossola fino al cuore pulsante di Berna, la suggestiva capitale svizzera. A bordo dei moderni e panoramici convogli della BLS, ci si lascia cullare da un percorso che è esso stesso la meta: una successione di vette innevate, laghi cristallini e borghi incantati che rendono ogni chilometro un ricordo indelebile.

Un’esperienza magica, ma attenzione ai costi e al meteo

Il tour con il Trenino Verde delle Alpi rimane una delle esperienze più spettacolari da vivere a ridosso del confine italiano, un viaggio che riempie gli occhi di bellezza. Tuttavia, è bene sapere che questo incanto ha un prezzo e alcune incognite. Se non si presta attenzione alla pianificazione, tra il biglietto giornaliero, i pasti e i supplementi del battello, la spesa può facilmente lievitare fino a 400 euro a coppia per una singola giornata.

A questo si aggiunge l’incognita del meteo: d’inverno non è raro lasciare il sole pieno in Italia per ritrovarsi immersi in una fitta foschia una volta superato il confine. Considerata la spesa elevata, il desiderio sarebbe godersi una vista limpida e un sole radioso sulle vette; trovarsi invece nel grigio può far sentire il peso di un investimento che non offre la “resa” visiva sperata.

Oltre all’aspetto economico, bisogna fare i conti con l’imprevedibilità del meteo locale: spesso, anche se le previsioni indicano “sole pieno” a Thun o Spiez, una volta arrivati ci si ritrova immersi in una fitta foschia che nasconde le cime e spegne i colori del lago. È un rischio frustrante, soprattutto dopo aver affrontato una spesa così importante sperando in panorami da cartolina. Il confronto con l’Italia può essere amaro: lasciare i 10-11°C e il sole limpido del Lago Maggiore per ritrovarsi al freddo e nel grigio svizzero a prezzi raddoppiati è un’eventualità da mettere in conto. A noi è capitato così, ad esempio, il 29 dicembre 2025. Nel dicembre 2024 avevamo trovato foschia ma eravamo preparati dalle previsioni meteo me nel 2025 eravamo molto sicuri di trovare bel tempo visto che avevamo verificato ed invece non è stato così.

Per un viaggiatore italiano, il confronto può essere stridente: si rischia di spendere in poche ore quanto costerebbe un intero weekend in Italia o una breve vacanza in Spagna, senza avere la garanzia del panorama. È un giro fantastico, ma va affrontato con consapevolezza: organizzatevi bene, controllate le webcam in tempo reale e, se il budget è una priorità, valutate alternative più economiche per il pranzo. Nonostante le sfide, le Alpi viste da quel finestrino restano un patrimonio che vale la pena scoprire, possibilmente scegliendo la giornata (e la stagione) più limpida.

Schema dei costi indicativi (per coppia – 2025)

Voce di spesaCosto stimato (Coppia)Note
Biglietti Giornalieri BLS€ 132Prezzo 2ª classe (ca. € 66 a testa)
Colazione e Snack€ 30 – € 40Bar stazione / Caffè a bordo
Pranzo sul Battello€ 100 – € 120Piatto unico, bevande e mancia
Upgrade 1ª Classe Battello€ 40Necessario se la 2ª classe è piena
Visite (es. Castello Thun)€ 20 – € 30Ingressi base senza mostre extra
TOTALE STIMATO~ € 320 – € 360Escluse spese extra o shopping, merenda pomeridiana e cena.

Il Percorso

Il Trenino Verde percorre una tratta panoramica che attraversa il Passo del Sempione e il tunnel del Lötschberg, offrendo viste spettacolari sulle montagne circostanti. Durante il viaggio, potrai ammirare vallate verdeggianti, pittoreschi villaggi alpini e laghi cristallini.

Cosa vedere lungo il percorso

Il Battello sul Lago di Thun

Una volta arrivato a Spiez o Thun, potrai imbarcarti su un battello e navigare sulle acque cristalline del Lago di Thun. Questa è un’ottima occasione per ammirare le Alpi da un’angolazione diversa e rilassarti dopo il viaggio in treno.

Informazioni utili

Come acquistare il biglietto sul sito BLS

  1. Accedi al sito BLS: Visita il sito web ufficiale delle Ferrovie Federali Svizzere (BLS) e cerca la sezione dedicata al Trenino Verde delle Alpi.
  2. Scegli la tipologia di biglietto: Potrai scegliere tra biglietti giornalieri o per 2 giorni.
  3. Seleziona la data del viaggio.
  4. Ti verranno richiesti i dati dei passeggeri
  5. Procedi al pagamento: Completa l’acquisto utilizzando una carta di credito.

Importante: Le procedure potrebbero subire piccole modifiche nel tempo. Ti consigliamo di consultare sempre il sito web ufficiale di BLS per le informazioni più aggiornate.

Opzioni di Viaggio: 1 o più giorni

Oltre le Alpi: Il fascino e le sfide del Trenino Verde

Il viaggio a bordo del Trenino Verde delle Alpi, da Domodossola verso il cuore della Svizzera, è un’esperienza che regala scenari da fiaba, tra vette innevate, castelli medievali e l’incanto dei laghi alpini. È un tour che permette di immergersi in un’atmosfera unica, passando dalla modernità di Thun al fascino storico dei portici di Berna in un solo giorno.

Tuttavia, per trasformare questo sogno in una splendida realtà senza imprevisti, è fondamentale una pianificazione rigorosa: la bellezza del paesaggio svizzero si accompagna, infatti, a costi significativi e a una gestione logistica che non perdona improvvisazioni. Dalle insidie del meteo invernale, che possono nascondere il panorama sotto una fitta foschia, alle spese per la ristorazione e i trasporti, che possono incidere pesantemente sul budget, questo diario nasce proprio per offrire consigli pratici e riflessioni oneste, affinché ogni viaggiatore possa godersi lo spettacolo delle Alpi con la giusta consapevolezza e il massimo piacere.

Nota importante sul budget: In base alla nostra esperienza, la gestione del pranzo fa un’enorme differenza. L’anno scorso, scegliendo di pranzare a terra e prendendo il battello nel pomeriggio, il costo complessivo era stato nettamente inferiore, poiché avevamo evitato sia il prezzo elevato del ristorante di bordo sia la necessità di pagare un upgrade per la prima classe. Sebbene pranzare navigando sia un’esperienza bellissima, è una scelta che incide molto sul portafoglio.

Ecco il nostro racconto in tempo reale, mano a mano che lo abbiamo vissuto.

Un’Incantevole Avventura Invernale 2025 sul Trenino Verde delle Alpi ma un po’ cara

Il 29 dicembre 2025, la nostra avventura inizia alle 6:32 da Verbania Pallanza, diretti verso Domodossola. Da lì, alle 7:58, saliremo a bordo del Trenino Verde delle Alpi con l’obiettivo di raggiungere Thun, per poi goderci un tour del lago e concludere la giornata a Berna. La scelta di arrivare a Thun è strategica, poiché la cittadina è il principale punto di partenza per i battelli che solcano l’omonimo specchio d’acqua.

Organizzare questa tappa richiede precisione, dato che in questo periodo il battello effettua un’unica navigazione completa lungo il lago, partendo da Thun verso Interlaken e poi tornando. Poiché le fermate intermedie sono servite solo una volta all’andata e una al ritorno, la gestione dei tempi è fondamentale. Sebbene il rientro via acqua avvenga nel primo pomeriggio, trascorrere due ore a bordo per l’andata e altrettante per il ritorno occuperebbe l’intera giornata. Per ottimizzare il tempo, è decisamente più conveniente affidarsi alla rete ferroviaria per gli spostamenti successivi.

In questo modo, è possibile dedicare le ore centrali della giornata alla bellezza del lago per poi diversificare le visite. Si può scegliere di scoprire il Castello di Thun, che in inverno osserva l’orario ridotto dalle 13:00 alle 16:00, oppure di dirigersi verso Berna. Considerando che in questa stagione il sole tramonta presto, arrivare in capitale nel tardo pomeriggio consente di immergersi nel fascino della sua atmosfera serale, rendendo l’itinerario molto più ricco e variegato.

Gabriel desiderava fare tappa a Spiez per gustare una fondue, ma scendere lì comporterebbe perdere gran parte del panorama offerto dalla navigazione sul lago. Essendo una fermata intermedia, una sosta a Spiez impedirebbe di ammirare l’intero tratto scenografico del bacino. Inoltre, durante la stagione invernale il borgo appare quasi deserto e il castello rimane chiuso al pubblico, limitando le possibilità di visita al solo cortile e alla terrazza panoramica che si affaccia sull’acqua, ideali per qualche fotografia ma insufficienti a occupare l’intero pomeriggio. Anche per trovare un semplice bar o servizi bisognerebbe risalire dal lungolago verso la stazione, con una camminata di circa dieci minuti.

Per ottimizzare i tempi, abbiamo deciso di mangiare direttamente a bordo del battello durante le due ore di navigazione. Verificheremo il menu una volta a bordo, fiduciosi di trovare il servizio al tavolo che avevamo già apprezzato nel viaggio precedente. Questa soluzione ci permette di non dover pianificare in anticipo le fermate dove scendere, mantenendo una certa flessibilità. L’unico accorgimento fondamentale resta il controllo rigoroso degli orari ferroviari poiché, essendoci una sola corsa giornaliera per il battello sia in andata che in ritorno, il treno rimane l’unica alternativa valida per proseguire il nostro tour tra le varie località.

L’esperienza dell’anno scorso ci è servita da lezione: a causa di una fitta nebbia, fummo costretti a stravolgere i piani all’ultimo momento, visitando Berna al mattino nella speranza che il tempo migliorasse nel pomeriggio. Purtroppo la nebbia non si diradò e, arrivando a Spiez appena dopo la partenza del battello, dovemmo attendere ore per la corsa di ritorno verso Thun. Nonostante il fascino misterioso di quella giornata, gran parte del tempo fu sprecata; per questo oggi abbiamo controllato con cura le previsioni, che promettono un sole splendente e un’esperienza decisamente migliore.

Per quanto riguarda il viaggio verso la stazione, tra le 6:30 e le 7:00 la strada che collega Verbania a Domodossola è generalmente sgombra e molto scorrevole, permettendo di arrivare puntuali e senza stress, sebbene partire con un po’ di anticipo sia sempre la scelta più prudente. Una volta giunti a Domodossola, è facile trovare posto nei numerosi parcheggi a pagamento situati nei pressi dello scalo ferroviario, dove i parchimetri consentono di impostare comodamente la durata della sosta in base all’orario di ritorno previsto.

Siamo arrivati in stazione già verso le sette del mattino, con un margine di tempo ideale per goderci una colazione in uno dei bar già aperti nelle vicinanze. Questo ci permette di attendere con calma il treno delle 7:58, pronti a iniziare finalmente il nostro tour.

Abbiamo acquistato online il biglietto giornaliero di seconda classe per il trenino BLS direttamente sul sito ufficiale, inserendo la data del viaggio e i nomi dei passeggeri. Inizialmente avevo il dubbio che i titoli di viaggio andassero attivati prima della partenza, ma chiedendo conferma in biglietteria abbiamo scoperto che non è necessario: il QR code ricevuto via mail è già valido, poiché la validità è legata al giorno specifico selezionato in fase d’acquisto, dalle 00:00 alle 24:00.

Esiste anche la possibilità di acquistare un biglietto valido per due giorni consecutivi, un’opzione che consiglio vivamente a chi decide di pernottare a Berna, così da visitare la regione con più calma. Con un giorno in più, ci si potrebbe dedicare ai castelli o salire con la funicolare fino ai punti panoramici sopra Interlaken per ammirare le Alpi e il lago dall’alto. Inoltre, organizzandosi in anticipo, si potrebbe persino prenotare una visita all’interno della famosa Torre dell’Orologio a Berna.

Siamo arrivati alla stazione di Domodossola verso le 7:30 e, dato che è dicembre, fuori fa decisamente freddo. Fortunatamente la stazione offre delle sale d’attesa riparate e riscaldate dove potersi sedere comodamente. Gabriel, con il suo desiderio di fare colazione con calma, ci ha spinti ad alzarci molto presto, ma alla fine è stato un bene: ho avuto il tempo di scrivere questi appunti e siamo certi di non perdere il treno. D’altronde, non avrebbe avuto senso prendere un treno precedente: il battello parte solo in tarda mattinata e il castello di Thun apre nel pomeriggio, quindi arrivare troppo presto non ci avrebbe permesso di fare molto di più.

Nonostante l’inverno sia rigido e le vette delle Alpi appaiano completamente innevate, non è necessario indossare abbigliamento tecnico da sci per questo itinerario. Il nostro giro tocca esclusivamente le cittadine lacustri e il centro storico di Berna dove, solitamente, le strade sono pulite. L’ideale è optare per un abbigliamento a strati: un maglione caldo sotto un giubbotto pesante e pantaloni comodi. Per quanto riguarda le calzature, sono sufficienti delle scarpe da ginnastica o degli stivaletti, purché siano abbinati a calze termiche o pesanti per proteggersi dal freddo durante le passeggiate.

Alle 7:42 il buio della notte inizia finalmente a diradarsi. Dalla stazione di Domodossola si iniziano a scorgere le sagome delle Prealpi, avvolte dal bagliore violaceo e chiarissimo dell’alba. Il treno delle 7:58 è arrivato puntualissimo. Essendo in quattro e avendo trovato il convoglio già piuttosto affollato, non siamo riusciti a sederci tutti insieme nel classico scompartimento a quattro posti; tuttavia, non abbiamo avuto difficoltà a trovare due coppie di posti vicini, sedendoci a breve distanza gli uni dagli altri accanto ad altri passeggeri.

Alle 8.07 è passato il controllore del treno e gli abbiamo mostrato il qr code del nostro biglietto acquistato online direttamente dal telefono. Un biglietto è quindi un QR code per ogni passeggero.

Il primo tratto del treno passa tra i paesi vicino a Domodossola verso la Svizzera. Passiamo quindi nella vallata dove ci sono le case. Questo tratto è quindi più cittadino e meno scenografico anche se siamo tra le Prealpi.

8.12 la luce del sole comincia ad illuminare direttamente la cima delle montagne e possiamo cominciare a gustare la loro bellezza. La neve, inoltre, riflette la luce.

Sono le 8:19. In questo primo tratto, meno scenografico, ne approfitto per riposare un po’. La giornata è lunga ed abbiamo bisogno di energie. 

Il treno si dirige verso Briga, a cui arriveremo per le 8:33. Mentre il primo tratto, il treno ha mantenuto una velocità contenuta; adesso che siamo fuori dalle prime fermate, che erano ravvicinate, il treno sta accelerando. 

Alle 8:20 ricevo il messaggio di Vodafone sul cellulare di benvenuto in Svizzera. A me va bene, perché ho la Svizzera inclusa, ma nel caso in cui tu non abbia nel tuo piano tariffario inclusa la Svizzera, ti conviene disabilitare il roaming.

Siamo giunti a Briga alle 8:30, in leggero anticipo rispetto all’orario previsto delle 8:33. Un aspetto molto utile di questo viaggio è l’efficienza degli annunci: qualche minuto prima di ogni sosta, la fermata successiva viene comunicata chiaramente in tre lingue: tedesco, italiano e inglese.

Briga è un centro piuttosto importante e molti passeggeri scendono qui, soprattutto i numerosi frontalieri che utilizzano il treno per raggiungere il posto di lavoro. Grazie a questo ricambio, le due persone sedute di fronte a noi hanno lasciato il posto, permettendo al nostro gruppo di quattro di riunirsi finalmente in un unico scompartimento. È interessante osservare la varietà dei viaggiatori: ci sono pendolari diretti in ufficio, appassionati di sport invernali pronti per le piste e turisti che, come noi, si godono un tour panoramico.

Rispetto all’anno scorso, notiamo che c’è meno neve: allora l’intera vallata era sommersa da un manto bianco, mentre quest’anno sono innevate quasi esclusivamente le vette e solo a tratti i pendii. Nonostante ciò, il paesaggio resta incantevole e questo cambiamento rende l’esperienza diversa e nuova ogni volta. Verso le 8:53 iniziamo ad attraversare una serie di gallerie: ogni volta che il treno ne esce, si apre davanti a noi uno scenario spettacolare, con le cime delle montagne che brillano sotto il sole.

Una nota pratica molto utile riguarda i servizi igienici a bordo, facilmente individuabili grazie alle frecce presenti nei vagoni. Nel mio caso, la toilette si trova nella carrozza adiacente e il sistema di segnalazione è estremamente comodo: una luce indica chiaramente se il bagno è occupato (rossa) o libero (verde), permettendo di spostarsi solo quando è effettivamente disponibile.

Ho trovato l’ambiente molto pulito e ben organizzato; oltre alla carta igienica, è presente uno spray igienizzante per la tazza del water, un dettaglio che consente a ogni passeggero di mantenere elevato il livello di igiene. Il lavandino è dotato di sensori per l’acqua, il sapone e l’asciugatore ad aria: tutto l’essenziale per un utilizzo confortevole e senza pensieri.

Alle 9:11 ci avviciniamo alla stazione di Kandersteg, dove l’arrivo è previsto per le 9:13. Qui il paesaggio cambia drasticamente: essendo nel cuore delle Alpi, la neve ricopre interamente anche la vallata, regalando un’atmosfera magica e caratteristica. Dalla finestra scorrono immagini suggestive: campi da tennis completamente innevati — decisamente fuori stagione per una partita — e un vecchio hotel in stile bavarese, molto affascinante, incorniciato da vette alpine aguzze e cariche di neve.

Le temperature di oggi confermano il clima tipicamente invernale della regione: a Thun si oscillerà tra i -3°C e i 5°C, a Spiez tra i -2°C e i 6°C, mentre a Berna il freddo sarà più pungente, con minime di -4°C e massime che non supereranno l’1°C.

Alle 9:31 attraversiamo la zona di Reichenbach, dove il sole lascia il posto a una fitta nebbia. Le prime colline sono ancora visibili, ma le vette delle montagne scompaiono nel grigio. Nonostante questo cambio repentino, il paesaggio mantiene un fascino magnetico: osservare il mondo fuori dal finestrino, restando al caldo del vagone mentre fuori il gelo punge, è un’esperienza davvero piacevole.

Dopo la sosta a Briga, il treno si è svuotato notevolmente. Ora abbiamo molto spazio a disposizione, tanto che ognuno di noi può occupare due posti. Questa libertà ci permette di spostarci agevolmente da un lato all’altro della carrozza per scattare foto ai panorami che si susseguono dietro le ampie vetrate.

Superata la stazione di Spiez, notiamo che il meteo non è esattamente quello soleggiato che era stato previsto: c’è una leggera foschia che avvolge tutto. Tuttavia, questa volta non cambieremo i nostri piani come l’anno scorso. Anche se il sole dovesse tardare a uscire, saliremo comunque sul battello dopo aver visitato Thun. Anche senza vedere le cime più alte, ammireremo la vita che scorre lungo le rive, i borghi caratteristici e l’atmosfera unica di questo lago incastonato tra le Alpi.

Siamo arrivati a Thun puntuali alle 9:58. La cittadina è un mix perfetto tra modernità e tradizione: partendo dalla stazione verso il centro storico, si attraversa un fiumiciattolo molto suggestivo prima di immergersi tra gli edifici antichi. È un luogo ideale dove fermarsi, ricco di bar e negozi accoglienti. Come nota per i viaggiatori di questo fine 2025, ricordiamo che il castello, in inverno, osserva l’orario ridotto dalle 13:00 alle 16:00.

Thun si rivela anche un’ottima meta per lo shopping. Nonostante la Svizzera sia generalmente costosa, qui i prezzi sono più accessibili e, in questo periodo di saldi, si possono fare ottimi affari. Ad esempio, abbiamo trovato calze termiche pesanti a soli 4 franchi grazie allo sconto del 50%, e scarpe di buona qualità a partire da 50 o 60 euro. Certamente non mancano articoli di lusso da 200 o 300 euro, ma per chi cerca acquisti pratici, come scarpe da ginnastica o stivaletti invernali, i prezzi non sono affatto proibitivi, specialmente considerando il contesto svizzero.

Se per lo shopping Thun offre occasioni interessanti, per quanto riguarda la ristorazione, i prezzi si riallineano rapidamente agli standard svizzeri. Entrando in un locale per riscaldarsi, è importante tenere conto anche degli orari della cucina: alle 10:36, ad esempio, non è stato possibile ordinare un toast perché la cucina apre solo alle 11:00.

Ci siamo quindi orientati verso i prodotti pronti del banco, una scelta pratica per placare la fame senza attendere. Per darvi un’idea dei costi, una cioccolata calda preparata con la bustina costa circa 7 franchi, mentre per un toast farcito si parte dai 15 franchi per una porzione piccola, fino ai 20 per quella standard.

Ci siamo concessi una pausa per ricaricare le energie e scaldarci un po’. La cioccolata calda svizzera differisce da quella densa e cremosa a cui siamo abituati in Italia; è piuttosto un latte al cioccolato, ma viene spesso accompagnata da un cioccolatino a parte che ne esalta il sapore. In totale, per tre cioccolate, un panino e un caffè espresso macchiato, il conto è stato di 32,90 franchi.

Un dettaglio utile per i turisti è che lo scontrino riporta spesso il doppio totale: nel nostro caso, la spesa corrispondeva a 36,56 euro. Nonostante i costi, è stata una sosta necessaria per rinfocillarsi prima di proseguire la nostra esplorazione.

Poco distante dal Globe Trotter si trova uno dei punti panoramici più suggestivi di Thun: da qui si può ammirare il profilo del lungofiume, con gli edifici storici che si specchiano direttamente nell’acqua. È un angolo perfetto per una foto ricordo, grazie alla cornice rossa del “Grand Tour of Switzerland” che inquadra il nome della città con il castello e le case caratteristiche sullo sfondo.

Con una breve passeggiata di meno di cinque minuti siamo tornati verso la stazione, dirigendoci all’imbarcadero situato proprio di fronte. Sono le 11:20 e il battello partirà alle 11:40; ci siamo mossi in anticipo per assicurarci di salire tra i primi e trovare un buon posto. L’obiettivo è accaparrarsi un tavolo vicino al finestrino, così da poter pranzare comodamente senza perdere d’occhio il panorama. Anche se il cielo resta grigio e coperto, la navigazione ci permetterà comunque di osservare da vicino la vita sulle sponde del lago e i suoi borghi pittoreschi.

Alle 11:26 hanno aperto i cancelli: nonostante la lunga fila, siamo riusciti a salire a bordo in tempi brevi. Essendo quasi ora di pranzo, i tavoli all’interno si sono riempiti in un istante, anche perché il freddo pungente rende impossibile restare sul ponte esterno.

Abbiamo notato che molti posti erano già riservati; pertanto, un consiglio prezioso per chi prende la corsa delle 11:40 è quello di prenotare il tavolo in anticipo per evitare preoccupazioni. Per fortuna, il personale di bordo è stato molto gentile e ci ha aiutati a trovare l’ultimo tavolo ancora disponibile.

La scelta di pranzare sul battello si è rivelata vincente: vista la grande affluenza, il fatto di avere un tavolo per mangiare ci ha garantito un posto a sedere al caldo, cosa altrimenti difficile. È importante però conoscere le regole delle classi: con un biglietto di seconda classe si può accedere solo al ristorante del piano terra. Noi, non trovando posto, ci siamo accomodati al primo piano, che è riservato alla prima classe.

Il controllore ci ha permesso di restare, ma abbiamo dovuto pagare un supplemento (upgrade) di circa 20 franchi a testa (41 franchi in totale per due persone). Al momento del pagamento, ci è stato chiesto a quale fermata saremmo scesi e abbiamo optato per Spiez. Sebbene l’idea iniziale fosse di percorrere tutto il lago, la foschia persistente ci ha spinti a pensare che il tour completo sia più godibile in estate; per oggi, Spiez era la meta ideale.

Il servizio a bordo è stato rapidissimo: in pochi minuti i piatti erano già in tavola. Abbiamo ordinato un risotto, un piatto di pesce con riso e due porzioni di carne accompagnate sempre da riso. Le portate sono abbondanti, quasi dei piatti unici, e la qualità ci ha soddisfatti. Il conto totale per quattro persone è stato di 169,90 franchi (circa 193 euro), a cui va aggiunta la mancia, che in Svizzera non è obbligatoria, ma è consuetudine lasciarla al momento del pagamento. Non è una scelta economica, ma pranzare navigando è un’esperienza che merita.

Siamo sbarcati a Spiez alle 12:30, proprio ai piedi del castello. Anche se la struttura è chiusa in inverno, abbiamo passeggiato nel cortile godendoci la vista sul lago, scattando diverse foto nonostante la luce soffusa della foschia. Verso le 12:49 ci siamo diretti alla stazione, che dista circa 10-15 minuti a piedi dal lungolago procedendo con calma.

In conclusione, ecco un consiglio d’oro: se volete prendere il battello delle 11:40 a Thun con un biglietto di seconda classe, arrivate all’imbarco con almeno 20-25 minuti di anticipo. Mettersi in coda presto, anche se fa freddo, vi permetterà di essere tra i primi a salire e di accaparrarvi un tavolo vicino al finestrino al piano terra, evitando così il costo dell’upgrade. Noi abbiamo mangiato in un’ora esatta, il tempo minimo necessario per non dover correre allo sbarco. Se non avete fretta e il meteo non è perfetto, potreste anche valutare di mangiare una fondue direttamente a Spiez, ma l’emozione di un pranzo sull’acqua resta impareggiabile.

Riflettendo sulla giornata, abbiamo concluso che per godersi appieno il lago di Thun la stagione ideale sia la primavera o l’estate. Nonostante le previsioni favorevoli, d’inverno la foschia è frequente e rischia di non rendere giustizia al panorama lacustre, rendendo l’investimento del biglietto meno redditizio per quanto riguarda la navigazione.

Di contro, l’inverno resta la stagione perfetta per il viaggio in treno tra le Alpi innevate: un’esperienza magica che va provata almeno una volta. Tuttavia, per il futuro, programmeremo questa gita in un periodo più caldo, così da sfruttare i punti di forza di ogni stagione e godere meglio delle rive del lago.

Il contrasto climatico oggi è evidente: a Spiez ci sono 0°C con foschia, mentre a Verbania, sul Lago Maggiore, splende il sole con ben 9°C. A dicembre, forse, vale la pena godersi le bellezze di casa nostra in Italia, ma attraversare le Alpi in treno con la neve resta un’emozione impareggiabile.

Tornando verso la stazione di Spiez, abbiamo notato il ristorante Krone, dove avevamo mangiato la fonduta l’altra volta; è un ottimo punto di riferimento poiché, a differenza dei locali sul lungolago che in inverno sono quasi tutti chiusi, questo resta aperto. La stazione ferroviaria è molto funzionale: dispone di servizi igienici ben segnalati, una sorta di mensa-ristorante, un piccolo supermercato e sportelli per prelevare sia franchi che euro.

Alle 13:50 abbiamo preso il treno in direzione di Berna, ma con l’idea di fermarci nuovamente a Thun per visitare il castello. Sebbene in inverno l’orario sia solitamente ridotto, il sito ufficiale (schlossthun.ch) indica un’apertura straordinaria tutti i giorni dal 25 dicembre al 4 gennaio, dalle 13:00 alle 16:00. Siamo arrivati a Thun alle 13:58 e, secondo Google Maps, il castello dista circa dodici minuti a piedi dalla stazione.

Un’ultima osservazione va fatta sulla gestione del battello preso alle 11:40. L’organizzazione ci è sembrata insolitamente carente per gli standard svizzeri: il personale fa salire a bordo un numero indefinito di passeggeri senza garantire a tutti un posto a sedere al caldo, il che crea notevoli disagi, soprattutto d’inverno, quando stare sul ponte esterno è impossibile.

Noi siamo stati fatti sedere in prima classe da un addetto, per poi sentirci dire da un secondo controllore che avremmo dovuto pagare la differenza di tasca nostra. Tra il costo del pranzo (almeno 100 euro a coppia) e il supplemento per l’upgrade, la spesa diventa importante, soprattutto se si ha solo un’ora di navigazione prima di scendere e la giornata è nuvolosa. Per vivere l’esperienza come una vera vacanza e non come una corsa frenetica, è fondamentale arrivare all’imbarco con largo anticipo o prenotare il tavolo con cura.

Dalla stazione, il Castello di Thun è raggiungibile in circa dieci-quindici minuti a piedi. Il percorso prevede una scalinata piuttosto lunga e ripida, che può richiedere qualche sosta per chi non è abituato o ha difficoltà motorie; tuttavia, per chi preferisce un’opzione più comoda, è disponibile un ascensore che collega il parcheggio a pagamento situato alla base della collina direttamente all’ingresso della fortezza. Una volta arrivati, si viene accolti da un panorama completo sulla città.

Presso lo shop della biglietteria è possibile acquistare gli ingressi, usufruendo di riduzioni per anziani e persone con disabilità (esibendo l’apposita tessera).

La visita si snoda verticalmente all’interno della torre medievale, costruita originariamente intorno al 1200 dai duchi di Zähringen e poi passata ai conti di Kyburg.

Abbiamo scelto di visitare solo il castello, tralasciando la mostra temporanea, così da avere abbastanza tempo da dedicare a Berna. Anche senza audioguida, l’esplorazione è agevole grazie a grandi pannelli informativi in inglese, francese e tedesco.

La prima sala del castello ospita manufatti storici e uno schermo interattivo per scoprire l’evoluzione demografica della città. Salendo la suggestiva scala a chiocciola, tipica delle torri, si incontra una sala dedicata agli stendardi e alle bandiere di guerra medievali, un tempo conservati nel municipio; qui, un ingegnoso pannello a forma di libro permette di sfogliare virtualmente le cronache delle antiche battaglie.

Continuando l’ascesa, si scopre come il castello sia stato utilizzato tra il 1384 e il 1798 come residenza ufficiale e simbolo del potere. In queste stanze sono esposti ritratti dei proprietari, alberi genealogici, stemmi e arredi d’epoca. Al piano superiore si apre la maestosa Sala dei Cavalieri: è una delle sale medievali meglio conservate della Svizzera e ospita un grande camino e antiche armature.

Il culmine della visita è però il punto panoramico in cima alla torre: dai quattro angoli si gode di una vista spettacolare, ma lo scorcio che abbraccia contemporaneamente il castello e il lago è davvero impareggiabile.

Una nota pratica: i servizi igienici gratuiti si trovano all’esterno, vicino alla biglietteria, e sono accessibili anche a chi visita solo il cortile.

Alle 15:04 abbiamo iniziato la discesa verso la stazione, un tragitto decisamente più leggero rispetto alla salita. Per raggiungere Berna abbiamo consultato l’app BLS, che mostra diversi collegamenti; il nostro consiglio è di selezionare sempre la stazione principale (indicata semplicemente come “Bern”), così da scendere direttamente in centro.

Avendo individuato il treno delle 15:59, abbiamo approfittato della mezz’ora d’attesa per una sosta al bar della stazione: due cappuccini e un muffin per un totale di 15 franchi.

Ripensando all’esperienza sul battello, se si desidera risparmiare ed evitare la folla, un’ottima alternativa al pranzo a bordo è prendere la corsa del pomeriggio. In questo modo si evita il sovraffollamento dei tavoli riservati a chi deve mangiare e si può godere della navigazione in totale relax, senza la necessità di prenotazioni o supplementi di classe.

Ora siamo pronti per l’ultima tappa della giornata: una passeggiata tra i famosi portici di Berna per ammirare la celebre Torre dell’Orologio.

Alle 16:00 siamo saliti sul treno per Berna, un tragitto rapido di circa 20 minuti. Anche su questo convoglio sono disponibili servizi igienici e distributori automatici di snack e bevande, ideali per una necessità dell’ultimo momento. Siamo arrivati alla stazione principale di Berna alle 16:22, puntuali per la fine della corsa.

Berna ci ha accolti con il fascino del suo centro storico: i suoi famosi portici offrono riparo dal freddo e ospitano una miriade di negozi e supermercati, dove è possibile acquistare qualcosa di pronto per uno spuntino veloce. Passeggiando per le strade del centro, abbiamo ammirato le fontane caratteristiche, ognuna con una propria statua distintiva, che rendono l’atmosfera davvero unica.

La nostra meta principale era la torre Zytglogge, situata a soli cinque minuti a piedi dalla stazione. Siamo arrivati sotto l’orologio monumentale poco prima delle 17:00. Devo avvisarti che l’aspettativa rispetto alla realtà potrebbe deluderti. Chi l’ha già visto non può che commentare il meccanismo quasi impercettibile. Infatti è molto famoso e ci si aspetterebbe qualcosa di molto più elaborato, ma forse era elaborato centinaia di anni fa quando è stato costruito, ma certamente non ora.

Nonostante qualche commento scettico dei passanti, lo spettacolo del corteo delle marionette è stato molto suggestivo. Sebbene i movimenti del meccanismo siano minimi e i personaggi piccoli, trovarsi lì insieme a tanti altri turisti è una tradizione imperdibile per chi visita la capitale svizzera. Dopo lo scoccare dell’ora, abbiamo passeggiato tra i mercatini di Natale, le cui bancarelle illuminate creano un percorso magico che, dalla torre, riconduce alla stazione.

Abbiamo ripreso il treno delle 17:39, l’ultimo collegamento diretto per Domodossola, dove siamo arrivati alle 19:53. A conclusione di questa giornata, è opportuno fare una riflessione pratica sul budget. Un viaggio di questo tipo, se non pianificato con attenzione, può arrivare a costare circa 400 euro a coppia per una sola giornata.

Tra il biglietto giornaliero, la colazione, gli spuntini caldi necessari a contrastare il gelo invernale e il pranzo sul battello (che da solo costa circa 100 euro a coppia), le spese si accumulano velocemente. A queste si aggiungono eventuali supplementi per la prima classe, i biglietti per i castelli e i costi delle funicolari panoramiche, che possono incidere notevolmente sul portafoglio.

In sintesi, il tour con il Trenino Verde delle Alpi è un’esperienza straordinaria e consigliatissima, ma richiede consapevolezza: è una gita che offre panorami e comfort di alto livello, ma che rispecchia in tutto e per tutto gli standard di costo svizzeri. La voce di spesa più incisiva in un viaggio del genere è indubbiamente il cibo.

Nel 2025, il biglietto giornaliero BLS per la seconda classe costa circa 66 euro (che salgono a 90 per la prima), una cifra tutto sommato ragionevole per i trasporti svizzeri. Tuttavia, d’inverno il freddo diventa un “costo nascosto”: la necessità di rifugiarsi in un bar per una bevanda calda o di pranzare al chiuso si fa sentire. Se si sceglie il battello delle 11:40, ci si ritrova a bordo proprio nell’ora di punta; qui, la ricerca di un posto a sedere al caldo diventa quasi obbligatoria e spesso vincolata al consumo di un pasto completo, con prezzi decisamente elevati.

Per chi vuole risparmiare, l’alternativa dei panini al sacco è valida, ma d’inverno costringe a mangiare all’aperto o a cercare riparo nelle sale d’attesa delle stazioni, sacrificando un po’ di comfort.

Un’altra variabile da considerare è il meteo. Nonostante le previsioni favorevoli, capita spesso di lasciare il sole in Italia per ritrovare una coltre grigia in Svizzera. Per un italiano che parte, ad esempio, dal Lago Maggiore, il confronto può essere spiazzante: lasciare Verbania con 11°C e sole pieno per arrivare a Spiez con 5°C e foschia, dopo aver speso quasi 400 euro a coppia, porta inevitabilmente a chiedersi se ne valga la pena.

La risposta è sì, perché i paesaggi alpini e l’efficienza dei treni sono fantastici, ma bisogna partire consapevoli. Per un turista straniero, magari americano o inglese, che affronta la giornata senza una pianificazione rigorosa, il conto finale può equiparare il costo di una vacanza di quattro o cinque giorni in Spagna, in Grecia o di un intero weekend in Italia.

Questa disparità di prezzi spiega perché gli stessi svizzeri amino venire a Verbania o nei comuni di confine per fare shopping: anche loro, potendo scegliere, preferiscono il rapporto qualità-prezzo italiano. In conclusione, non sconsiglio affatto questo tour — le montagne sono spettacolari e l’esperienza del Trenino Verde è unica — ma la parola d’ordine deve essere “consapevolezza”.

Bisogna organizzarsi in anticipo, definire un budget e decidere cosa includere. Se le risorse sono illimitate, ci si può concedere il lusso della prima classe e del pernottamento a Berna o Thun; in caso contrario, con una buona pianificazione e qualche accortezza, si può comunque godere di una splendida giornata senza che il sogno si trasformi in un incubo finanziario.

Il racconto in sintesi

La partenza e l’ascesa verso le vette

La nostra avventura inizia alle 6:32 da Verbania Pallanza. A quest’ora la strada verso Domodossola è libera e il tragitto scorrevole. Arriviamo in stazione verso le sette, lasciando l’auto nei parcheggi a pagamento vicini allo scalo, facilmente gestibili tramite i parchimetri. Abbiamo il tempo per una colazione veloce prima di salire sul treno delle 7:58. Abbiamo acquistato i biglietti online sul sito BLS: il QR code è già attivo e valido per l’intera giornata, dalle 00:00 alle 24:00.

Mentre il buio cede il passo a un’alba violacea sulle Prealpi, il treno accelera verso Briga. Nonostante il freddo esterno di dicembre, a bordo si sta bene; i vagoni sono puliti e dotati di servizi igienici impeccabili, con segnalatori luminosi e spray igienizzanti. Superata Briga, il paesaggio diventa spettacolare: le montagne iniziano a risplendere e, oltre Kandersteg, la neve ricopre interamente la valle. Alle 8:20 un SMS ci avvisa dell’ingresso in Svizzera: un promemoria fondamentale per chi non ha il roaming incluso nel proprio piano tariffario.

L’arrivo a Thun e la sfida della navigazione

Arriviamo a Thun alle 9:58. La cittadina è un mix perfetto di modernità e tradizione. Passeggiando verso il centro storico, scopriamo che Thun è ottima anche per lo shopping: nonostante i prezzi svizzeri, in periodo di saldi si possono trovare capi tecnici e calze termiche a prezzi molto vantaggiosi. Per riscaldarci entriamo in un bar, dove paghiamo circa 33 franchi per tre cioccolate, un panino e un caffè: un primo assaggio del budget necessario per questa terra.

Alle 11:20 ci spostiamo all’imbarcadero. La navigazione invernale richiede accortezza: il battello delle 11:40 si riempie istantaneamente e chi ha un biglietto di seconda classe deve arrivare con largo anticipo per sperare in un tavolo vicino al finestrino. Noi, non trovando posto al piano terra, ci siamo spostati in prima classe pagando un supplemento di circa 20 franchi a testa.

Pranzare sul lago è un’esperienza bellissima, con piatti abbondanti e servizio rapido, ma il conto per quattro persone ha sfiorato i 170 franchi. A causa della foschia che copriva le cime, abbiamo deciso di scendere a Spiez alle 12:30, godendoci una passeggiata nel cortile del castello e ammirando il panorama lacustre, pur se velato.

Il Castello di Thun e la capitale Berna

Ripreso il treno, torniamo a Thun per visitare il castello medievale. La salita a piedi richiede circa 15 minuti tra scalinate ripide, ma la vista dalla torre ripaga ogni sforzo. La fortezza del 1200 è ben conservata e offre un percorso museale verticale molto interessante, con pannelli in tre lingue e sale che ospitano armature e stendardi storici.

Alle 15:59 partiamo per l’ultima tappa: Berna. Arriviamo nella capitale alle 16:22 e ci dirigiamo subito verso la torre Zytglogge. Alle 17:00 in punto ammiriamo il celebre spettacolo delle marionette che segna lo scoccare dell’ora. Sebbene i movimenti siano minimi, l’atmosfera sotto l’orologio è magica, specialmente con le luci dei mercatini di Natale che iniziano a brillare tra i portici. Berna è una città magnifica, dove i negozi eleganti si alternano a fontane storiche e atmosfere d’altri tempi.

Riflessioni finali: ne vale la pena?

Il viaggio si conclude riprendendo il treno delle 17:39, l’ultimo diretto per Domodossola. Tirando le somme, una giornata come questa può arrivare a costare circa 400 euro a coppia se non si fa attenzione. Il clima svizzero può essere imprevedibile: spesso si lascia il sole in Italia per trovare il grigio oltre il confine, un fattore che suggerisce che la primavera o l’estate possano essere stagioni ancora più gratificanti per godere del lago.

Tuttavia, nonostante i costi elevati e le piccole disorganizzazioni riscontrate a bordo dell battello, il giro con il Trenino Verde resta un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. È un viaggio che richiede spirito di adattamento e un budget flessibile, ma che regala ricordi indelebili tra le vette più belle d’Europa. Sapere cosa aspettarsi è la chiave per trasformare questa gita in un successo assoluto.

Opzioni di programma

Un’avventura alpina in un giorno: Da Domodossola a Berna con il Trenino Verde e il battello sul Lago di Thun. Programma di esempio.

Nota: Gli orari dei treni e dei battelli sono indicativi e possono subire variazioni. Si consiglia di verificare gli orari esatti sul sito ufficiale di BLS (Ferrovie Federali Svizzere) o presso gli uffici turistici di Thun e Spiez poco prima della partenza.

Mattina: Partenza da Domodossola e arrivo a Thun

Crociera sul Lago di Thun e visita di Interlaken (opzionale)

Tardo pomeriggio: Visita di Berna

Sera: Rientro a Domodossola

Consigli utili:

Cosa portare con te:

Per maggiori informazioni e per consultare gli orari aggiornati, visita il sito web di BLS: https://www.bls.ch/it/

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Avventura imperdibile sul Trenino Verde delle Alpi: sali e scendi tra Italia e Svizzera

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