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Cortile occidentale Cnosso per le processioni 1

Un viaggio nel tempo: Scopri il mistero del Palazzo di Cnosso a Creta

Benvenuti nel nostro nuovo blog post dedicato al Palazzo di Cnosso, un luogo affascinante e ricco di storia. In questo articolo, vi porteremo in un viaggio emozionante nel passato di questa straordinaria residenza reale. Scoprirete i segreti e le meraviglie che si celano dietro le sue antiche mura, immergendovi in un’esperienza unica che vi lascerà senza fiato. Pronti a esplorare il Palazzo di Cnosso? Accompagnateci in questo entusiasmante viaggio nel tempo.

Come raggiungere Cnosso?

Cnosso è una della più importanti attrazioni a Heraklion e pertanto è facile da raggiungere. Cnosso è infatti raggiungibile sia in autobus che in auto senza particolari problemi.

Il parcheggio per l’area archeologica di Cnosso è molto ampio e gratuito.

Parcheggio di Cnosso

Come si chiamano gli abitanti di Cnosso?

A Cnosso viveva la civilatà minoica. Possiamo quindi chiamare gli abitanti di Cnosso minoiti.

Quello che vediamo a Cnosso è originale o falso?

Quello che vediamo a Cnosso è originale o falso? Per rispondere a questa domanda andiamo prima a capire cosa vediamo durante la nostra visita a Cnosso.

Il palazzo che vediamo oggi è il palazzo del 1700 AC. Questo palazzo venne costruito sulle rovine del vecchio palazzo. Le uniche parti rimaste del vecchio palazzo sono il cortile occidentale, i magazzini ed il teatro. Queste parti vennero ristrutturate e riutilizzate fino alla fine dell’epoca minoica. Il resto del vecchio palazzo con le sue rovine vennero invece coperte con la terra dopo il terremoto del 1700 AC ed esattamente sopra fu costruito il nuovo palazzo.

Bisogna dire che anche il palazzo che vediamo oggi, il palazzo del 1700 AC, è stato danneggiato molte volte per terremoti, per l’eruzione del vulcano di Santorini nel 1500 AC ed a causa dell’invasione nel 1450. Però subito dopo ogni distruzione il palazzo veniva ristrutturato e riabitato.

Questo è vero fino al 1360 AC quando ci fu l’ultima grande distruzione dovuta anche quella ad un terremoto, seguito da un incendio scoppiato nei magazzini. Nei magazzini infatti c’erano delle anfore che contenevano olio, vino. Proprio il contenuto di queste anfore si rovesciò e a causa del terremoto prendendo fuoco per le lampade che illuminavano il magazzino. Prima prese fuoco il magazzino e poi tutto il palazzo. L’incendio bruciò tutte le parti in legno ed essendo anche le colonne di legno, tutto il palazzo crollò.

Per questo motivo a Cnosso non c’è niente di originale sopra la prima trave orizzontale. Dopo il terremoto del 1360 AC il palazzo non venne più ristrutturato, ma la città di Cnosso rimase abitata fino al 67 AC quando venne distrutta dai romani. Infatti i romani non avevano più bisogno di una grande città al nord e cambiarono le rotte marine. Le loro navi passavano lungo la costa meridionale. Spostarono la capitale dell’isola a sud, a circa 70 km da Cnosso dove ancora oggi ci sono le rovine dell’antica città, che si trovano vicino a Festo, nella Creta meridionale.

Ma fino all’epoca romana Cnosso era la capitale di Creta.

Perchè oggi vediamo delle parti del palazzo di Cnosso ben conservate?

Se è vero che il Palazzo di Cnosso crollò, perchè oggi vediamo delle parti del palazzo ben conservate? Per rispondere a questa domanda cerchiamo di capire prima chi iniziò gli scavi alle rovine del palazzo di Cnosso.

Il primo a scavare a Cnosso fu Arthur Evans, il quale effettuò un restauro non di tipo conservativo ma piuttosto cercò di ricostrire alcune parti del palazzo a seconda della sua idea di come poteva essere. Inoltre utilizzò dei materiali non fedeli agli originali, estranei alla costruzione originale del palazzo di Cnosso.

Il suo metodo è chiaramente criticato dagli archeologi moderni, anche se i turisti sono molto attratti da queste parti ricostruite che sono per l’appunto tra le più fotografate.

Quindi alcune parti del palazzo che sembrano ben conservate, specialmente quelle dove ci sono le colonne rosse, sono in realtà una ricostruzione effettuata da Evans. Altre parti del palazzo come ad esempio i magazzini sono invece originali.

Perché avevano scelto questo luogo per costruire la città di Cnosso?

Perché avevano scelto questo luogo per costruire la città di Cnosso? La città di Cnosso si trovava non sul mare ma ad una certa distanza. Questo permetteva che fosse protetta in caso di attacchi diretti da mare.

Si trovava inoltre un po’ in alto in modo da potere controllare ed osservare la terra intorno. C’era una fortificazione naturale formata da tutte le colline intorno, in più è una zona fertile e c’era l’acqua vicino. Per tutti questi motivi venne scelto questo luogo per la costruzione di Cnosso.

Ci sono degli affreschi a Cnosso?

Durante la visita alle rovine di Cnosso vedrai alcuni affreschi. Questi affreschi sono copie e non sono originali in quanto gli originali sono conservati al Museo archeologico di Heraklion.

Ad ogni modo gli affreschi di Cnosso sono belli da vedere in quanto venivano utilizzati diversi colori e da questi affreschi possiamo conoscere diversi aspetti della vita degli abitanti di questa città.

I colori venivano estratti da piante, dalle conchiglie, da minerali, dai muri da cui prendevano la polvere, da ossa di animali bruciati di colore nero ed importavano l’azzurro dall’Egitto. Dipingevano gli uomini rossi e le donne bianche. Le donne erano bianche forse per fare capire che non uscivano spesso, non lavoravano nei campi e non erano quindi abbronzate.

Gli oggetti d’oro e quelli di legno venivano dipinti di giallo, mentre quelli d’argento venivano dipinti d’azzurro. Oggetti d’argento come vasi, braccialetti e cavigliere.

Dalle informazioni che abbiamo possiamo dire che le persone rappresentate qui nel dipinto sono uomini infatti sono dipinti di questo colore rossastro, hanno in mano vari oggetti, di cui alcuni d’argento in quanto sono azzurri.

Questi erano dei sacerdoti vestiti nella loro tipica veste da sacerdoti. I sacerdoti rappresentati nei dipinti sono sempre vestiti in questo modo: con una gonna corta ricamata, con sopra tutti i disegni colorati. Probabilmente era fatta di un tessuto molto fine oppure era molto larga in quanto nella parte finale della gonna è appesa una retina con dei piccoli pesi d’argento in basso. Questo serviva a non fare alzare la gonna anche nei giorni di vento.

Il resto del corpo dell’uomo era nudo. Negli affreschi vengono rappresentati tutti questi uomini con la vita stretta e le spalle larghe ma in realtà possiamo dire che non erano così. Infatti dagli scheletri trovati sappiamo che non erano nemmeno molto alti, all’incirca intorno al metro e 60 cm. Le donne erano altre invece attorno al metro e 50 cm. C’erano anche uomini più alti ma in genere erano più bassi e non così slanciati come li vediamo sugli affreschi.

Nelle processioni c’era una fila di uomini che arrivava da una direzione ed un’altra processione di uomini arrivava dalla direzione opposta ed al centro tra le due file c’era un donna bianca che aspettava di riceve le offerta contenute nei vasi.

Le stanze che vediamo sono state ricostruite ed anche le colonne non sono originali ma sotto le colonne vediamo ancora l’antica base di alabastro.

Creta cosa vedere a Heraklion Cnosso antica base colonna

Come facciamo sapere quanto erano alte le stanze?

Se non abbiamo colonne e come facciamo sapere quanto erano alte le stanze?

Le stanze erano alte al massimo 3 metri in quanto perché questa è l’altezza delle scale che portavano ai piani superiori.

Il toro come simbolo di potere

Il toro era per gli abitanti di Cnosso un animale sacro, simbolo del potere e le doppie corna, secondo Evans, simboleggiavano il doppio potere del re: il potere religioso ed il potere legislativo. Le corna venivano poste suoi tetti delle stanze (teoria di Evans) oppure sui disegni. Le corna erano un simbolo indicante il carattere sacro di una parte del palazzo.

Il cortile occidentale e le processioni

Una delle prime aree che incontri nella tua visita a Cnosso il cortile occidentale. Bisogna dire che a vederlo senza una spiegazione non possiamo capirne le funzione o l’importanza.

Il cortile è attraversato da tre corridoi rialzati rispetto al resto della pavimentazionee che si intersecano tra loro. L’idea è che le processioni sfilassero su di loro durante le cerimonie.

Puoi ben vedere questi corridoi dal modellino di Cnosso che trovi al museo di Heraklion.

modellino palazzo di Cnosso Museo di Heraklion Creta cortile occidentale

Per sapere come avvenivano le processioni dobbiamo affidarci alle immagini raffiguranti queste scene in quanto non si è ancora riusciti a comprendere la scrittura minoica.

Per questo motivo c’è un sarcofago molto importante custodito sempre al museo di Heraklion che ci mostra una processione come quelle che probabilmente avvenivano proprio qui nel cortile occidentale.

I magazzini

I magazzini custodivano grosse anfore nelle quali potevano essere messi prodotti come vino, olio d’oliva e miele.

La dimensione dei magazzini di Cnosso ci fanno capire che potevano soddisfare più che le sole esigenze degli abitanti di Cnosso. Infatti è probabile che tutti i prodotti raccolti nei terreni vicini venissero portati nel palazzo e da qui distribuiti agli abitanti o esportati verso altri paesi.

Questo ci fa capire che il palazzo di Cnosso era anche un centro commerciale.

I magazzini erano delle stanze rettangolari generalmente coperti e chiusi. C’erano 2 serie di anfore appoggiate vicino alle pareti lunghe di ogni stanza. Nei magazzini dove i prodotti erano liquidi come il vino e l’olio c’erano dei buchi per terra ovvero delle piccole cisterne quadrate o rettangolari, profonde al massimo 1 metro e 20 cm, con un rivestimento interno in alabastro.

Queste piccole cisterne avevano il compito di raccogliere i contenuti delle anfore quando si rompevano per un qualsiasi motivo: per un incidente o per un terremoto ad esempio. In questo modo anche se si distruggevano tutti i vasi nello stesso momento, almeno una quantità dei prodotti veniva raccolto in queste cisterne e non andava perso. Il prodotto poteva quindi poi essere filtrato e riutilizzato.

La religione della civiltà minoica

Gli abitanti di Cnosso erano monoteisti fino almeno 1500 AC. Infatti al museo sono conservate delle tavolette di argilla scritte con la scrittura che veniva usata a Creta dopo il 1500 AC che menzionano 3 dei dell’Olimpo: Dioniso, Poseidone e Zeus.

E’ quindi evidente che questi 3 dei furono introdotti dalla Grecia intorno al 1500 AC con l’arrivo dei micenei del Peloponneso, che portarono con sé l’adorazione dei loro dei. L’adorazione di questi dei accompagnò l’adorazione della dea minoica che veniva già adorata in precedenza.

L’adorazione della madre terra dei minoiti continuò fino al 1100 AC, adorazione che veniva però accompagnata dell’adorazione degli altri 3 dei dopo al 1500 AC.

I minoiti organizzavano per la loro divinità cerimonie, processioni e sacrificavano animali. Tutti potevano recarsi al santuario del palazzo: abitanti del palazzo, cretesi ma anche stranieri. Infatti sono stati trovati vasi in alabastro costruiti in Egitto con delle iscrizioni geroglifiche che riportano anche i nomi dei faraoni.

Le persone portavano le loro offerte per propiziarsi il favore della dea o come ringraziamento. Sono stati trovati modelli di animali in ceramica e bronzo portati forse da pastori che volevano chiedere qualcosa per il loro animali.

Poi sono stati trovati degli ex voto molto simili a quelli che si portano ancora oggi nelle chiese. Oggi infatti si portano tavolette d’oro o argento che rappresentano parti del corpo per la quale viene richiesta la guarigione. I minoiti non avevano tavolette d’oro o argento ma piccoli oggetti di ceramica della forma della parte del corpo per cui veniva chiesta la guarigione.

La doppia ascia

La doppia ascia era il simbolo più importante della civiltà minoica. Qui a Cnosso sono state trovate più di 2000 doppie asce di materiali, peso e dimensioni diverse. A seconda della grandezza e materiale le doppie asce venivano utilizzate per scopi diversi.

Quelle di media dimensione servivano per i sacrifici degli animali, quelle più grandi sostenute da basi di pietra e legno servivano come ornamento all’interno del palazzo o stavano di fronte ai santuari. Quelle più piccole d’oro venivano appese al collo forse come simbolo sacro della religione minoica come si usano oggi le croci. Infatti alcune conservano ancora oggi un anellino ad un lato da dove facevano passare una catenina o un cordoncino per formare un pendente da portare al collo.

Il simbolo della doppia ascia veniva anche inciso sulle pareti delle stanze.

Cos’è in realtà il labirinto di Cnosso?

Abbiamo appena visto quanto era diffuso ed importante il simbolo della doppia ascia a Cnosso. Questo simbolo è inoltre collegato proprio al termine labirinto. In che modo?

Sappiamo che il nome antico della doppia ascia era lábrys. Si dice che la parola greca labyrinthos o labirinto in Italiano deriva de questa parola antica. Labirinto è una parola composta da altre due: lábrys, ovvero il nome della doppia ascia ed inthos che significa luogo o località. Labyrinthos allora significava il luogo del lábrys, la casa della doppia ascia.

Probabilmente questo era proprio il nome dato al palazzo di Cnosso dai micenei ovvero dai greci che videro questo palazzo pieno delle doppie asce e lo chiamarono labirinto.

Forse successivamente questo termine venne utilizzato da altri che volevano descrivere costruzioni simili al palazzo di Cnosso. Il palazzo infatti era grande e complicato tutte le costruzione complicate venivano chiamate così. Piano piano la parola ha perso il suo significato antico ed ha assunto un altro significato prima in greco e poi nelle altre lingue.

Per gli archeologi il labirinto era la grande costruzione del palazzo di Cnosso.

Il labirinto di Cnosso secondo al mitologia

Per la mitologia il labirinto era invece una costruzione fatta da un architetto proveniente da Atene: Dedalo. Minosse aveva ordinato a Dedalo la costruzione di una prigione per il minotauro: il figlio della regina e di un toro bianco che Poseidone aveva mandato come regalo a Minosse.

Dopo lo scandalo scoppiato a Cnosso per la nascita del mostro, Minosse ordinò a Dedalo la costruzione del labirinto. Dentro il labirinto venne imprigionato il mostro: il minotauro.

Dedalo e suo figlio Icaro non avevano il permesso di partire dall’isola di Creta per non svelare il segreto del labirinto. Scapparono allora con delle ali di cera costruite da Dedalo ma mentre stavano volando sopra le isole del mare Egeo, il figlio di Dedalo Icaro, si avvicinò troppo al sole. Le sue ali si sciolsero, lui cadde in mare e morì.

Da allora una parte del mare Egeo porta il suo nome: mare Icarion, con l’isola di Icarìa formata esattamente nel posto dove Icaro perse la vita.

Questa è la storia del labirinto. Per la mitologia il labirinto è il luogo dove il minotauro ogni anno mangiava 7 ragazzi e 7 ragazze da Atene. Il luogo dove Teseo, il principe di Atene, entrò usando il filo di Arianna, uccise il minotauro ed usando il filo ritrovò poi la strada per uscire.

Tutti questi miti sono stati inventati tanti anni dopo la fine dell’epoca minoica, probabilmente da persone che volevano descrivere qualcosa che avevano sentito e che si era tramandato dai loro antenati per spiegare cosa succedeva in antichità.

Qual è l’origine del mito dell’arrivo di Teseo?

Qual è l’origine del mito dell’arrivo di Teseo? Gli archeologi dicono che il mito dell’arrivo di Teseo, di un greco e dell’uccisione del mostro può essere l’indicazione di un’invasione dei greci. C’è la teoria che nel 1450 AC i micenei, ovvero i greci, distrussero il palazzo.

Da dove ha origine il mito del Minotauro?

Da dove ha origine il mito del Minotauro? Il mito del mostro, del minotauro che viveva a Creta ed ogni anno mangiava 7 ragazzi e 7 ragazze da Atene era probabilmente stato inventato per descrivere le tauromachie.

Le tauromachie erano dei giochi minoici dove partecipava un toro selvaggio e non allenato. Cacciavano il toro nelle pianure dove vivevano e li portavano in luogo dove venivano effettuati questi giochi. Ai giochi partecipavano anche degli atleti che potevano essere sia uomini che donne come possiamo vedere anche nell’affresco: alcune figure sono bianche una invece è rossa.  

Origine del mito del Minotauro origine del nome – Cnosso – Cosa vedere a Heraklion o Candia?

Ricordiamo come già detto sopra che negli affreschi le donne venivano colorate di bianco, gli uomini invece di questo colore rossastro.

Gli atleti raffigurati nei giochi sono tutti vestiti allo stesso modo, con una divisa composta da pantaloncini corti.

All’inizio dei giochi l’atleta doveva prendere il toro dalle corna mentre il toro correva verso di lui, poi doveva fare dei salti sopra la sua schiena ed alla fine doveva saltare indietro e rimanere in piedi. Come si può ben capire erano dei giochi molto difficili.

Lo scopo dei giochi non era uccidere il toro ma fare delle acrobazie sopra la sua schiena. Il toro era infatti l’animale sacro e lo sacrificavano in altre occasioni ma non durante i giochi.

Morivano molto più spesso gli atleti del toro. Questo è vero soprattutto per gli atleti che arrivavano da lontano, visto che erano molto giovani, non avevano la possibilità di allenarsi e non avevano una grande esperienza in questo tipo di giochi. Per questo motivo venivano molto spesso feriti ed uccisi dalle corna del toro.

Probabilmente l’invenzione del mito del Minotauro, ovvero di un mito che parlava di un mostro che viveva a Cnosso e che ogni anno mangiava 7 ragazzi e 7 ragazze da Atene, era proprio un modo che gli ateniesi avevano trovato per descrivere questi giochi a loro parere crudeli che si svolgevano a Creta.

I minoiti e lo sport

I cretesi erano amanti dei giochi e degli sport come possiamo vedere dagli affreschi raffiguranti uomini muscolosi. Oltre le acrobazie sui tori sugli affreschi si gare di corsa dove partecipano non soltanto uomini minoiti rossi ma anche uomini neri quindi africani che probabilmente venivano fino a qui per partecipare alle gare. Inoltre c’erano gare di lotta e pugilato.

Anche l’affresco del Principe dei Gigli rappresenta probabilmente un atleta. Evans pensava fosse un principe ma probabilmente non lo era. Infatti è vestito come un atleta, ha un corpo molto muscoloso, la mano destra è a pugno. Forse era quindi un atleta in una scena di lotta e non un principe come l’ha chiamato Evans.

L’affresco de Il Principe dei Gigli

L’uomo rappresentato in questo affresco è un eccezione alla regola in quanto è un uomo ma non ha un colore rosso come sugli altri affreschi. Infatti il colore utilizzato è un colore rosa, un rosa arancione.

Evans all’inizio del secolo diceva che i membri più giovani della famiglia reale venivano dipinti di colore rosa e per questo l’ha chiamato principe. In particolare il nome Principe dei Gigli gli è stato dato per la sua corona decorata con gigli e piume di pavone e per la collana con i gigli rossi.

Al museo è custodito l’affresco originale. Osservando bene l’affresco possiamo notare che alcune parti non sono originali e sono state aggiunte e ricostruite dagli archeologi.

Un dettaglio importante da notare è che abbiamo solo una piccola parte del braccio sinistro per cui ne è stato completamente ricostruito il movimento. Evans pensava che fosse un principe che tirava un animale e quindi il braccio è stato messo in una posizione che raffigurasse questa scena, pertanto nella ricostruzione il braccio è teso.

Nulla indica però che il braccio fosse invece in una posizione diversa.

Affresco Cnosso il Principe dei Gigli – Cosa vedere a Heraklion o Candia?

Gli archeologi moderni pensano infatti che non sia un principe ma un atleta: è vestito come un atleta, ha un corpo molto muscoloso e la mano destra è a pugno.

Forse era quindi un atleta in una scena di lotta ed anche l’altro braccio era in posizione di lotta. Un atleta quindi e non un principe come l’ha chiamato Evans.

Questo dipinto a rilevo è comunque conosciuto ancora oggi come il Principe dei Gigli ed è il dipinto più famoso tra quelli ritrovati. L’artista per potere fare questo tipo di dipinto doveva prima applicare uno stucco sul muro dando la forma desiderata e poi, mentre lo stucco era ancora umido, doveva applicare molto velocemente, forse con una spugna, tutti i colori che venivano assorbiti dallo stucco. Questa tecnica permetteva ai colori di durare nel tempo ed infatti si sono preservati fino ai nostri giorni.

La sala del Trono

La sala del trono è una delle aree del palazzo di Cnosso più visitate. Nella sala del trono c’è il torno di pietra adiacente ad una parete e delle panchine tutte intorno dove la gente poteva sedersi per parlare con il re. Sul muro è stato trovato un dipinto dove si vedono foglie di palma e griffoni, animali mitici immaginati da minoiti con la testa di un’aquila, il corpo di un leone e un serpente come coda. Questa composizione del griffone forse stava ad indicare i 3 poteri adorati a Creta: i poteri dell’aria o del cielo con l’aquila, della terra con il leone ed i poteri sotterranei con il serpente.

Creta cosa vedere a Heraklion? Cnosso Sala del Trono

Secondo Evans la sala del trono probabilmente veniva usata quando il re fungeva il suo ruolo di sacerdote, infatti questa stanza è collegata ai santuari. Probabilmente dentro la stanza del trono il re riceveva altri sacerdoti ed insieme si purificavano, prima di partire per le cerimonie nei santuari o nel cortile centrale.

Nella sala del trono le panchine ed il pavimento sono originali, ma quasi tutto l’ambiente è stato ricostruito. La sala del trono è visitabile ma in periodi di particolare affollamento la coda può essere molto lunga, quasi estenuante se vogliamo aggiungere il caldo d’estate. Meglio quindi pensare di visitarla quando non fa troppo caldo e la folla è minore.

Creta cosa vedere a Heraklion? Cnosso coda per la Sala del Trono

Infatti la Sala del Trono è particolarmente gettonata dai visitatori perché qui possono vedere un intero ambiente del palazzo di Cnosso ed in più con una funzione molto importante. Peccato però che il ritrovamento originale non aveva per niente l’aspetto di quanto possiamo vedere oggi perché è stato quasi tutto ricostruito. Possiamo vedere qui di seguito una foto degli scavi prima della ricostruzione.

L’ala orientale

I minoiti avevano costruito un parte del palazzo alta ben 4 piani. Per avere bisogno di meno sostegni avevano però scavato dentro la collina e formato delle terrazze. Ci sono quindi 2 piani sottoterra. Il palazzo di Cnosso è la prima costruzione in Europa che aveva più di un piano.

È proprio qui che c’erano le stanze più grandi e meglio decorate, forse gli appartamenti reali e la sala del re, ovvero un’altra sala del trono che veniva usata però quando il re aveva il suo ruolo di amministratore, esercitava quindi il potere politico.

Una cosa molto importante trovata qui in queste sale è l’affresco della taurocatapsia, o salto del toro, conservato al museo di Heraklion.

Affresco della taurocatapsia Cnosso

Sempre in questa ala c’è un’altra stanza un po’ più piccola con una decorazione femminile che Evans ha chiamato sala della regina, dove è stato trovato l’affresco dei delfini. Questo ci fa capire che loro viaggiavano tanto ed amavano il mare.

Affresco Dei Delfini Cnosso

Vasche da Bagno e Sarcofagi

Accanto a questa stanza della regina è stato trovato un bagno dove ancora oggi c’è la vasca di ceramica che era collegata al sistema di canalizzazione. Infatti la vasca ha un buco in basso da cui poteva uscire l’acqua sporca del bagno.

E’ una vasca piccola per i nostri standard. Vasche dello stesso tipo erano utilizzate come sarcofaghi. Sappiamo con certezza che erano sarcofagi e non vasche perché sono stati trovati nei cimiteri e contenevano anche gli scheletri.

Le due vasche che sono state trovate a Cnosso sono sicuramente vasche perché tutte e 2 sono collegate al sistema dello scarico e sono state trovate negli appartamenti reali. La stessa forma veniva utilizzata quindi per un sarcofago e per una vasca. Entrambi avevano il buco in basso per fare uscire l’acqua del bagno o i liquidi della persona morta.

Il teatro

Ecco qui nel modellino teatro di Cnosso. I gradini rivolti verso di noi erano dei gradini abbastanza grandi per sedersi. Gli altri invece che vediamo più numerosi sono in realtà molto bassi e non era possibile sedersi. Pertanto si pensa che qui le persone meno importanti potessero assistere ma restando in piedi.

modellino palazzo di Cnosso Museo di Heraklion Teatro

I Porti di Cnosso

Sono stati trovati 2 porti di Cnosso. Uno si trova a 6 Km di distanza da Cnosso dove ora c’è il porto nuovo di Heraklion verso l’aereoporto, nella la parte orientale. Il secondo porto era ad Amnissos a 11 Km da Cnosso subito dopo l’aereoporto dove c’è la spiaggia di Amnissos.

Qui Evans ha scoperto le installazioni portuali, la casa del comandante del porto ovvero la villa del giglio come l’ha chiamata per gli affreschi che la decoravano. Al porto arrivavano le navi minoiche cariche di prodotti di altri paesi e forse anche navi straniere.

L’ingresso settentrionale

Secondo Evans l’ingresso settentrionale era strettamente collegato alla presenza dei porti a nord di Cnosso ed all’arrivo di persone e merci.

La gente che veniva ed entrava dall’ingresso settentrionale era a volte anche gente straniera che portava prodotti importati. Per questo motivo chiamò la spazio rettangolare all’ingresso settentrionale “la dogana”, lo stesso spazio che oggi noi chiamiamo sala degli 8 pilastri, per gli 8 pilastri quadrati che sorreggevano il suo tetto.

Secondo Evans c’era bisogno di un controllo di tutti questi prodotti che entravano dall’ingresso settentrionale e che venivano dal mare. Da qui poi iniziava un lungo corridoio dove si salivano 4 gradini ed alla fine e si arrivava di fronte alla sala del trono.

Ai lati di questo corridoio c’erano 2 verande. Una di queste 2 verande è stata rifatta da Evans nel luogo dove aveva trovato tra le rovine le basi di 3 colonne che ha ricostruito e dipinto di rosso.

Ha anche trovato le parti antiche del grande dipinto “la caccia del toro” raffigurante un toro rosso con le corna gialle rivolto verso nord, verso il mare. Davanti a lui è posto un ulivo e c’è una rete rossa con i puntini azzurri che sta cadendo sopra la sua schiena per catturarlo.

Anche questo è un dipinto a rilievo come quello del principe dei gigli. Questo affresco è molto bello in quanto è ricco di dettagli specialmente per quanto riguarda la testa del toro che è molto espressiva.

Di fronte a questa veranda ce n’era un’altra di cui oggi abbiamo solo la base. Queste due verande erano come due balconi da cui si poteva avere una bella vista del mare. Erano 2 vedute da cui le guardie potevano controllare l’ingresso.

Questa teoria non è però accettata dagli archeologi della scuola Britannica per i quali i minoiti erano pacifici, il palazzo era aperto e non c’era alcun controllo. Questa teoria fonda le sue basi dal fatto che a Cnosso non sono mai state trovate armi o bastioni. Secondo loro questi erano solo balconi per avere una bella vista e godere del panorama.

Museo archeologico di Heraklion

Durante la visita a Cnosso la guida fara più volte riferimento al Museo archeologico di Heraklion in quanto gli affreschi originali e altri importanti reperti ritrovati a Cnosso sono conservati qui al museo.

Per questo motivo è utile visitare il Museo archeologico di Heraklion dopo la visita a Cnosso: in questo modo la tua visita sarà più completa e potrai approfondire ulteriormente la tua conoscenza della civiltà minoica.

Alla biglietteria di Cnosso vendono il biglietto combinato per gli scavi di Cnosso ed il Museo archeologico di Heraklion.

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